RIMANERE APERTI

Rimanere aperti

Leggevo qualche minuto fa un post che mi ha fatto riflettere.. e non poco.

Più che un post si tratta di un articolo pubblicato da Repubblica in cui il governatore Luca Zaia avrebbe affermato: “Qui ognuno pensa a sé e si è perso lo spirito di Marzo. Ecco perché il Covid vince”.

Ci sentiamo in un clima di guerra dove ognuno inizia ad avvertire il senso di pericolo, di rischio e per sopravvivenza, egoismo o magari semplicemente individualismo prova a “salvarsi da solo”. Quando questo accade e indipendentemente da forme di individualismo radicato va da sé il chiedersi cosa scatta nelle persone che arrechi una simile contraddizione.

Da una parte siamo esseri sociali e dall’altra facciamo presto a rinchiuderci nella nostra caverna incuranti dell’altro e di quanto l’altro possa vivere il nostro stesso problema.

Disperazione? Depressione? Disorientamento? Dove è finito il nostro senso di solidarietà e fraternità? Non è passato molto tempo da quando si vedevano gli striscioni “andrà tutto bene” e si cantava l’inno di Mameli. Non è passato nemmeno qualche mese da quando si faceva festa in Costa Smeralda, sfoderando una “forzosa” spensieratezza. Eppure molte persone hanno deliberatamente scelto di non pensarci, di fare come se nulla fosse pur sapendo, nel loro intimo, che nulla era davvero cambiato dalla primavera.

Questo ci dice che di fronte alla paura di dover fare i conti con innumerevoli restrizioni si fa presto a passare da un’ottica pro-sociale ad una prettamente individualista.

E se questo è lo specchio di come viviamo le relazioni diciamo che siamo ancora troppo invasi da romantiche intenzioni piuttosto che vere best practices. Dobbiamo ammettere tutta la nostra umana vulnerabilità ed educare la nostra mente all’inclusione sopratutto in questi periodi.

Di nuovo la Mindfulness ci da una grande mano.

Prima di tutto ci riporta alle basi della consapevolezza. In poche parole “siamo tutti uguali” e sopratutto, nella stessa barca (o quasi) non tanto per le caratteristiche somatiche o di personalità o di pensiero bensì per i meccanismi di reattività della macchina umana.

Una macchina che va mantenuta quotidianamente affinché possa rimanere performante e regalarci il meglio.

Ecco che una pratica di Gentilezza Amorevole può essere una vera risorsa. Una pratica che mantiene aperta la soglia dell’accoglienza, della condivisione, dell’empatia, della reciprocità. Una pratica potente.

Vi lascio il video di Elisha Goldstein intitolata “Just Like Me“, per me emozionante, pochi minuti di profonda connessione che si trasforma in breve nell’atteggiamento più umile e inclusivo che io conosca.

Buona pratica.

https://elishagoldstein.com/videos/just-like-me-practice/

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