EMPATIA E COMPASSIONE

empatia e compassione

Mi capita spesso che alcuni partecipanti ai percorsi di Mindfulness mi chiedano quale sia la differenza tra provare empatia e compassione.

Il potere delle parole è infinitamente fuorviante e mi rendo conto che si vorrebbe capire tutto e spiegare tutto sapendo sin dall’inizio che i dubbi, anziché risolversi, potrebbero aumentare.

Il gioco delle parole finisce spesso per creare distanza e personalmente a me questo crea un senso di indebolimento. E’ pur vero che di parole viviamo e allora cerco di dire la mia su cosa differenzi l’Empatia dalla Compassione.

Proverò a spiegarlo con un esempio.

L’altro giorno ero in call con una mia Cliente. Un Direttore Generale giovane, di grande competenza e determinazione. Mi raccontava di come ha messo in sicurezza la sua azienda per permettere a tutti i lavoratori di tornare al lavoro con la massima serenità.

Uno dei suoi obiettivi, sin dall’inizio del Covid 19 è stato quello di offrire a tutti una situazione che potesse apparire il meno traumatica possibile. Ha promesso ai suoi collaboratori che il periodo di quarantena sarebbe stato un periodo attivo e non perdeva occasione per creare in remoto gruppi di lavoro sui temi più risonanti per l’azienda. Tutti attivi a dare il proprio contributo anche a distanza. Tutti partecipi all’appello di transitare questo difficile momento, “diversamente alternativo”, con apertura al nuovo.

Alla riapertura dell’azienda, dopo aver fatto richiesta alla prefettura, si è vista arrivare un lavoratore in lacrime che manifestava, con tutta la sua umanità, un profondo disagio, una paura incontenibile nel rimanere a lavorare in azienda.

La moglie aveva appena dato alla luce un bimbo e lui, il papà, era preoccupato di poter mettere a rischio la salute della sua famiglia.
La mia cliente mi ha raccontato l’accaduto rivivendo quei momenti, descrivendomeli nel dettaglio, rappresentandomi esattamente la scena così come lei l’aveva vissuta. Tutto il suo corpo era coinvolto nella storia e si sentiva il profondo senso di empatia che aveva provato per quel papà così generoso e protettivo.

Non ha tardato quindi ad offrire due settimane di permessi a quel lavoratore rassicurandolo che poteva tornare a casa dalla sua famiglia.

L’empatia è uno stato di profonda connessione con l’altro grazie alla quale si vive un sentire condiviso. Potremmo anche dire che è un momento dove pur separati, non vi sono distanze.

Nella Mindfulness si fa esperienza di empatia coltivando Compassione. La Compassione può essere considerata come quella condizione stabile del sentire che lenisce il rischio di disgregazione dell’esperienza personale e relazionale in seguito al giudizio e all’ipercriticismo che si generano dal sentimento di delusione.

In pratica è una disposizione che si apprende dall’intenzionalità di superare le divisioni che vengono a crearsi con il comune vivere.
Nulla di straordinario se non fosse che abbiamo imparato a tendere alla perfezione e che per raggiungerla dobbiamo fare i conti con le rinunce più devastanti. Anche da se stessi.

La Compassione apre le porte all’empatia, la contiene e spesso si tende ad assimilarle.

La Compassione è la strada per ritornare a casa, riprendere il respiro, rinascere e ricominciare. Nella pratica di Mindfulness ci predisponiamo a lasciar andare tutto ciò che ci ha ingessato, irrigidito, separato per tornare a concederci una nuova opportunità.

Non assocerei la Compassione al pensiero positivo bensì alla capacità di resilienza.
La Compassione è correlata all’intenzione di accettare l’imperfezione umana oltre che il principio di impermanenza.

Per osare in grande, citando la bravissima Brenè Brown, abbiamo bisogno di coltivare l’unguento che ci consente di curare le ferite dell’ego ogni volta che lo stesso si sentirà spodestato dalla potenza della vulnerabilità, umano errore, doloroso fallimento. Ma nessun errore o fallimento sarà così grande da non poterne arrestare lo squarcio quando nell’animo abita l’intenzione di ripartire.

La Compassione è l’arte del ripartire, del rilanciare, del ricomporre, del perdurare.

Penso a tutte le volte che per assenza di Compassione le persone riducono le relazioni in macerie creando varchi di vuoto incolmabile e attaccamenti a compensazioni che altro non sono che mancanza di Amore.

Ecco definirei la Compassione una delle forme più elevate di Amore.

Un pensiero su “EMPATIA E COMPASSIONE

  1. Grazie Rosella, le tue parole sono sempre di grande ispirazione.
    Mi aiutano ad essere più presente e consapevole indicandomi la via da seguire.
    Grazie grazie grazie

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