SCEGLIERE IL COACH

Coaching efficace

UN'ESPERIENZA EFFICACE DI COACHING INIZIA DAI PRIMI MOMENTI

Per ottenere un buon risultato da un’esperienza di Coaching bisogna stabilire da subito una buona relazione di partnership, perchè il coaching è proprio questo: una partnership per arrivare da qualche parte.

LA RELAZIONE TRA COACH E COACHEE

Il Coaching è un accordo, un sodalizio a tempo.

 La relazione che si stabilisce tra coach e coachee è una componente fondamentale per la riuscita del percorso.

Ogni persona entra maggiormente in risonanza con un’altra, così come  può accadere il contrario. Non è un fatto legato alle capacità, all’esperienza, alla tecnica bensì a sottili alchimie che hanno un ruolo centrale nell’accettare di essere accompagnati da un Coach.
 E’ quindi necessario assegnare particolare importanza ai primi momenti dell’incontro sia quando il Coach lo andiamo ad incontrare per nostra libera scelta che, come talvolta accade nell’Executive Coaching, quando il professionista ci viene proposto.
 Ecco che diventa importante farsi alcune domande specifiche per partire nel modo giusto!


La relazione di coaching presuppone che entrambe le parti si sentano pienamente protagoniste del proprio ruolo: ognuna ha necessità di conoscere l’altra, di concordare che forma dare al percorso. Le domande di approfondimento e chiarificazione danno un “tono” decisivo al progetto, creano l’intesa.

COME SCEGLIERE IL COACH?

Assumere un coach non è solo una questione di credenziale. Certamente basarsi sull’esperienza che un coach possiede, sulla professionalità, sul background di provenienza è più che autorevole, ma per il successo del proprio percorso questo non basta.

Le condizioni che contribuiscono al successo della scelta sono altre e le otteniamo se andiamo oltre la base di ricerca.

 Per fare un esempio, scegliere un coach perchè possiede le caratteristiche rassicuranti di un amico o di una persona familiare non è certo garanzia della scelta migliore.
 Cosa dobbiamo quindi cercare oltre alle credenziali?

Ecco alcuni punti con i quali interrogarsi prima di scegliere:

  • Cosa mi aspetto da un coach?
  • Quale è il mio scopo nell’assumere un coach? 
Cosa voglio realizzare?
  • Di quale tipologia di approccio ho bisogno in questo momento?
  • Cerco solo comprensione e ascolto o ho bisogno di andare oltre le mie convinzioni e tentativi di sabotaggio?
  • Di quante sfide ho bisogno in questo momento?

Spesso nell’Executive Coaching l’azienda propone un professionista che conosce, con il quale magari ha già avuto contatti, qualcuno per cui nutre fiducia e stima. Ecco che nell’incontro che si ha con quel Coach si deve comunque creare il proprio e preciso “contratto”, andare oltre lo sponsor, accertarsi che il percorso sia accompagnato da un partner che risponde alle proprie reali necessità.



Nello stabilire l’accordo iniziale ci si renderà conto delle sensazioni che si vengono a creare, del senso di libertà piuttosto che condizionamento, se ci sono le basi per iniziare a costruire una relazione di fiducia e stima, se si stanno formulando i propri veri obiettivi. Ci si accorgerà anche se c’è serenità nel fare le domande del contratto, nell’ esprimere le regole del percorso, le aspettative, i dubbi dovuti alla novità. 
Tutte condizioni che ci aiuteranno a capire se siamo sulla strada giusta.

4 DOMANDE DA FARE PRIMA DI INTRAPRENDERE UN'ESPERIENZA DI COACHING

La sessione di coaching, sopratutto quella individuale, può essere svolta in diverse modalità: frontalmente, via telefono, via skype o in forma combinata. Ognuno ha la sua preferenza. Poter scegliere comodamente quale modalità è più confortevole è un grande vantaggio.



Ogni quanto tempo sarà funzionale vedersi affinchè il percorso sia sostenibile e meglio personalizzato? E poi cosa avverrà oltre la sessione di di coaching? Il coach è disponibile per considerare domande, dubbi, problemi o altro che emerge? Qual’è lo stile di quel coach? E' importante considerare tutti questi aspetti.



In una relazione di coaching i contenuti sono molto personali e privati. Quando siamo nel coaching ICF l'attenzione alla riservatezza, ai contenuti dei report verso lo sponsor (l’azienda), alla condivisione degli stessi  assumono particolare attenzione. Sono passaggi delicati del processo di coaching che vanno considerati sin dall'inizio in tutta serenità e trasparenza. 



La parte finanziaria è molto importante e anche questa variabile rende trasparente la relazione. Cosa succede se si annulla una sessione o se si interrompe il percorso prima del termine prefissato?



Questi quattro punti saranno sicuramente toccati dal coach grazie all’osservanza di un codice etico che lo indirizza dalla prima sessione a chiarire cosa è coaching e cosa non lo è ma non dimentichiamoci che la relazione di coaching è una relazione alla pari, una partnership, una relazione a due vie. 

Non va dimenticato che entrambe le parti in gioco possiedono precise responsabilità. Quello di fare domande chiarificatrici non deve destare timore o timidezza. Non solo è necessario conoscere ma è una responsabilità del coachee fare la scelta migliore.

LA NATURA E I CONFINI DEL COACHING

Il coaching è un approccio al cambiamento basato sull’espressione creativa e realizzativa dei propri obiettivi.
Definisco il Coaching una metodologia strutturata che grazie alla potenza delle domande favorisce la consapevolezza di ciò che si può e si vuole realizzare. L’esplorazione del tema caro al cliente (definito coachee) viene favorito dal coach che lo stimola a ricercare senso, significato e valore ad ogni scelta, obiettivo del percorso. Infatti un percorso di coaching va a potenziare la vita professionale e personale del coachee perchè attinge alle risorse che lo stesso dispone, non sempre consapevoli e disponibili. Ancorarsi alle proprie risorse attraverso il coaching significa apprendere ciò che possiamo essere, il valore trasformazionale che siamo in grado di portare alla nostra vita attraverso l’azione di senso.
Il coaching è quindi indicato nelle situazioni dove si vuole rendere più performante una data situazione; in ambito executive è particolarmente adatto per sfidarsi nei temi della leadership, del team working, delle competenze trasversali, nell’assunzione di nuove responsabilità, cambiamenti culturali e passaggi generazionali.

Prima Parte: Rispetto alla psicoterapia

  • CHI E’ IL CLIENTE
  • COME VIENE RILASCIATO IL COACHING
  • LA RELAZIONE NEL COACHING
  • RISULTATI
  • STRUTTURE DEL TEMPO
  • EMOZIONI
  • RELAZIONE CON LA PSICOTERAPIA
  • RICHIESTE

Il cliente individuale nel coaching è una persona che vuole raggiungere uno o più dei seguenti punti: un livello più elevato di performance, di apprendimento o di soddisfazione. Il cliente non sta cercando una guarigione emotiva o sollievi da un dolore psicologico.
Il cliente nel coaching può prendere delle azione per muovere verso un obiettivo con l’aiuto del coach. Il cliente non è eccessivamente limitato sotto il profilo delle capacità soprattutto nel prendere azioni, né è così insicuro nel fare questo genere di progresso.

I coach e i clienti si mettono d’accordo su un programma e sulle modalità di contatto (es.: di persona, per telefono o via e-mail) in modo che vada bene ad entrambi. Non sono costretti a seguire un programma e una modalità di contatto standardizzato.

Un coach si relaziona con il cliente come un partner. Non si relaziona con il cliente come un esperto, un’autorità o un guaritore. Il coach e il cliente scelgono assieme su che cosa concentrarsi e l’ambito e gli esiti desiderati dal loro lavoro. Il cliente non rinuncia alla responsabilità di creare e mantenere questi risultati e il coach non assume piena responsabilità per gli stessi.

Il coaching è concepito per aiutare i clienti a incrementare le loro conoscenze e performance e migliorare la qualità della vita. Il coaching non si concentra direttamente sull’alleviare il dolore psicologico o sul trattare i disturbi cognitivi o emotivi.

Il coaching si concentra principalmente sul presente e il futuro. Non si concentra sul passato o sull’impatto del passato sul presente. Il coaching usa le informazioni del passato solo per chiarire la situazione presente. Far muovere il cliente in avanti non può dipendere da fatti del passato.

Il coaching presume la presenza di reazioni emotive agli eventi della vita e la capacità dei clienti ad esprimere e gestire le proprie emozioni. Il coaching non è una psicoterapia e la guarigione emotiva non è interesse del coaching.

Il coaching può essere usato simultaneamente alla psicoterapia, ma non può essere considerato come un surrogato.

Un coach può esprimere richieste affinché il cliente promuova azioni adatte a conseguire un risultato desiderato da lui stesso. Il coach non fa tali richieste per stabilire un problema del cliente o per capirne il passato.

  • CHI E’ IL CLIENTE
  • COME VIENE RILASCIATO IL COACHING
  • LA RELAZIONE NEL COACHING
  • RISULTATI
  • STRUTTURE DEL TEMPO
  • EMOZIONI
  • RELAZIONE CON LA PSICOTERAPIA
  • RICHIESTE

Il cliente individuale nel coaching è una persona che vuole raggiungere uno o più dei seguenti punti: un livello più elevato di performance, di apprendimento o di soddisfazione. Il cliente non sta cercando una guarigione emotiva o sollievi da un dolore psicologico.
Il cliente nel coaching può prendere delle azione per muovere verso un obiettivo con l’aiuto del coach. Il cliente non è eccessivamente limitato sotto il profilo delle capacità soprattutto nel prendere azioni, né è così insicuro nel fare questo genere di progresso.

I coach e i clienti si mettono d’accordo su un programma e sulle modalità di contatto (es.: di persona, per telefono o via e-mail) in modo che vada bene ad entrambi. Non sono costretti a seguire un programma e una modalità di contatto standardizzato.

Un coach si relaziona con il cliente come un partner. Non si relaziona con il cliente come un esperto, un’autorità o un guaritore. Il coach e il cliente scelgono assieme su che cosa concentrarsi e l’ambito e gli esiti desiderati dal loro lavoro. Il cliente non rinuncia alla responsabilità di creare e mantenere questi risultati e il coach non assume piena responsabilità per gli stessi.

Il coaching è concepito per aiutare i clienti a incrementare le loro conoscenze e performance e migliorare la qualità della vita. Il coaching non si concentra direttamente sull’alleviare il dolore psicologico o sul trattare i disturbi cognitivi o emotivi.

Il coaching si concentra principalmente sul presente e il futuro. Non si concentra sul passato o sull’impatto del passato sul presente. Il coaching usa le informazioni del passato solo per chiarire la situazione presente. Far muovere il cliente in avanti non può dipendere da fatti del passato.

Il coaching presume la presenza di reazioni emotive agli eventi della vita e la capacità dei clienti ad esprimere e gestire le proprie emozioni. Il coaching non è una psicoterapia e la guarigione emotiva non è interesse del coaching.

Il coaching può essere usato simultaneamente alla psicoterapia, ma non può essere considerato come un surrogato.

Un coach può esprimere richieste affinché il cliente promuova azioni adatte a conseguire un risultato desiderato da lui stesso. Il coach non fa tali richieste per stabilire un problema del cliente o per capirne il passato.

Seconda Parte: Rispetto alla consulenza

Definizione: in tutte le affermazioni che seguono, la parola “cliente” è usata per definire la persona che usufruisce del coaching, indipendentemente di chi paga il servizio.

  • COMPETENZA
  • RELAZIONE
  • USO DELLE INFORMAZIONI
  • SCOPO
  • CONTRIBUTO AI RISULTATI
  • IMPATTO PROGRESSIVO

I coach sono degli esperti nel processo di coaching e possono non avere conoscenze specifiche in una determinata area aziendale. Laddove i coach abbiano delle conoscenze specifiche, possono anche usarle per facilitare il processo di coaching. I coach non usano queste conoscenze per fare una diagnosi, dirigere o dare soluzioni al cliente.

La relazione è la base del coaching. Il coach e il cliente sviluppano intenzionalmente una relazione che è caratterizzata da un reciproco e crescente rispetto e apprezzamento come persone. Questa relazione non è un’aggiunta o un sottoprodotto del coaching, ne può essere una conseguenza della posizione o performance del cliente.

Nel coaching le informazioni ottenute dal cliente sono usate dal coach per stimolare la consapevolezza del cliente e aiutarlo a scegliere il tipo di azione. Questi informazioni non sono usate per valutare la performance o fornire relazioni per qualcuno, fuorché per il cliente stesso.

Il coaching ha la libertà e la flessibilità per affrontare una vasta varietà di argomenti personali e professionali. In una relazione di coaching, solo il cliente ed il coach determinano il fine del loro lavoro. Il coaching non è necessariamente limitato ad una discussione strettamente delineata.

Nel coaching, ogni contributo dato dal coach per produrre il risultato desiderato dal cliente, viene dato attraverso una progressiva interazione con il cliente. Il ruolo del coach non è di produrre un prodotto o un risultato acquisito al di fuori delle sessioni di coaching.

 

Il coaching è studiato per permettere ai cliente di acquisire una maggiore capacità di produrre risultati e una grande fiducia nelle capacità che gli occorrono. Va da sé che i clienti non abbandonano il coaching con la percezione della necessità di appoggiarsi al coach per produrre simili risultati nel futuro.

  • COMPETENZA
  • RELAZIONE
  • USO DELLE INFORMAZIONI
  • SCOPO
  • CONTRIBUTO AI RISULTATI
  • IMPATTO PROGRESSIVO

I coach sono degli esperti nel processo di coaching e possono non avere conoscenze specifiche in una determinata area aziendale. Laddove i coach abbiano delle conoscenze specifiche, possono anche usarle per facilitare il processo di coaching. I coach non usano queste conoscenze per fare una diagnosi, dirigere o dare soluzioni al cliente.

La relazione è la base del coaching. Il coach e il cliente sviluppano intenzionalmente una relazione che è caratterizzata da un reciproco e crescente rispetto e apprezzamento come persone. Questa relazione non è un’aggiunta o un sottoprodotto del coaching, ne può essere una conseguenza della posizione o performance del cliente.

Nel coaching le informazioni ottenute dal cliente sono usate dal coach per stimolare la consapevolezza del cliente e aiutarlo a scegliere il tipo di azione. Questi informazioni non sono usate per valutare la performance o fornire relazioni per qualcuno, fuorché per il cliente stesso.

Il coaching ha la libertà e la flessibilità per affrontare una vasta varietà di argomenti personali e professionali. In una relazione di coaching, solo il cliente ed il coach determinano il fine del loro lavoro. Il coaching non è necessariamente limitato ad una discussione strettamente delineata.

Nel coaching, ogni contributo dato dal coach per produrre il risultato desiderato dal cliente, viene dato attraverso una progressiva interazione con il cliente. Il ruolo del coach non è di produrre un prodotto o un risultato acquisito al di fuori delle sessioni di coaching.

 

Il coaching è studiato per permettere ai cliente di acquisire una maggiore capacità di produrre risultati e una grande fiducia nelle capacità che gli occorrono. Va da sé che i clienti non abbandonano il coaching con la percezione della necessità di appoggiarsi al coach per produrre simili risultati nel futuro.